Mese: maggio 2010

Le terapie e l’omosessualità

Freud riteneva che l’omosessualità non fosse certo un grande vantaggio, ma precisava che “non è nulla di vergognoso, non un vizio, né una degradazione e non può essere classificato come una malattia” ,a 75 anni da questa lettera alcuni terapeuti tendono a trattare le persone con tendenze omosessuali come malate. Grande eco e risonanza sui media hanno avuto le terapie riparative di uno psicologo americano al punto che l’Ordine degli psicologi ha voluto esprimere la sua posizione in merito, riportiamo qui di seguito degli estratti con delle precisazioni finali.

L’Ordine degli Psicologi della Lombardia difende la libertà dei terapeuti di esplorare senza posizioni pregiudiziali l’orientamento sessuale dei propri clienti, segnalando che qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Segnala inoltre che le cosiddette “terapie riparative”, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di “cambiare” o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi. […] Pertanto condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una “variante naturale del comportamento umano” […]Data la natura particolarmente delicata del tema affrontato e la grande eco che la posizione espressa da OPL ha suscitato presso i media, è opportuno precisarne il senso e i confini. OPL non ha espresso una condanna di opinione, ma avendo esaminato l’opera di Joseph Nicolosi con specifico riferimento alla sua applicazione clinica, ha segnalato i rischi deontologici che vi sono connessi, con speciale attenzione alla doverosa tutela dei pazienti, in particolare se minorenni, affinché il loro orientamento sessuale non sia sottoposto a influenzamenti manipolatori.

Festa delle mamme

Secondo l’ultimo rapporto di Save the Children sulla condizione delle madri nel mondo si segnala che in Italia “la maternità può diventare causa di povertà per molte donne oltre a incidere anche sui livelli occupazionali femminili, che diminuiscono sensibilmente”. “L’Italia si posiziona nella zona alta ma non altissima della graduatoria. Perché tutto va relativamente bene al momento della nascita ma poi iniziano i problemi. A leggere i numeri sulla povertà nel nostro paese, si scopre che l’impoverimento è più frequente fra le donne, tanto più se madri con almeno 1 figlio piccolo: il 15,4% delle coppie con 1 bambino sotto i 18 anni, vive in povertà. Il che significa, per esempio, che il 16,3% delle mamme in coppia con figlio piccolo paga in ritardo almeno una delle bollette di casa mentre il 10,3% non riesce a sostenere regolarmente le spese scolastiche dei figli. E maternità significa anche – dicono i numeri – inferiori tassi di occupazione femminile, con una differenza nel tasso di disoccupazione che sfiora i 22 punti percentuali in più rispetto a donne senza figli.”

La maternità e la gravidanza rappresentano due momenti delicati del ciclo vitale delle persone , periodi dove le donne, le coppie e le famiglie sono particolarmente vulnerabili alle pressioni sociali e allo stress. La trascuratezza delle politiche sociali verso le madri  pesa sulla collettività in termini di maggior disagio sociale e mentale.

Per consolarsi e trovare parole che suscitano sper si può leggere : la raccolta tra le migliori poesie dedicate alle madri “Io sempre a te ritorno. Poesie per le madri”(pp.158,€13,50) e un’antologia di racconti “Di mamma c’è n’è una sola”(Einaudi, pp.284 €16)

Liberi pensatori

Si sono svolte recentemente due giornate di studio a Milano e a Roma su due psicoanalisti scomparsi pochi anni fa e che hanno animato la scena culturale italiana degli ultimi 50 anni, Giovanni Jervis e Mauro Mancia, due figure molto diverse tra loro ma unite nel cercare una via personale dentro e fuori la società di psicoanalisi e nello stimolare il dialogo elo scambio  tra discipline e saperi diversi. Questi due convegni possono essere l’occasione per ri-leggere alcuni loro libri e per approfondire temi significativi.

Rimandiamo ad alcuni link interessanti:

Biografia jervis su Wikipedia

-Articolo sull’ultimo libro di Mancia (Tuttolibri-La Stampa)

Jervis intervistato dagli studenti di un Liceo 

Ultima Intervista Mancia