Mese: novembre 2010

La giornata mondiale dell’infanzia: il tema del numero

Spesso le statistiche e la demografia ci permettono di comprendere ed analizzare processi di lunga durata, ma impercettibili in un arco di tempo più breve  e di superare i  luoghi comuni.   Ogni anno, verso la fine dell’autunno, diversi Istituti di ricerca presentano dati interessanti per osservare la condizione della realtà sociale italiana: in coincidenza con la giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, l’organizzazione  Save The Children ha reso noto un suo progetto.

Il dato più rilevante, confrontando i dati degli ultimi  venti anni, è legato al costante calo delle nascite e all’allungarsi delle aspettative di vita, solo il 28% delle famiglie italiane contiene al suo interno almeno un minore. La maggior parte dei dati mostra una spaccatura profonda tra nord e sud della penisola:  le provincie più giovani sono prevalentemente al Sud, Napoli è in assoluto la prima con il 22% di minori sul totale della sua popolazione, nel Nord l’unica eccezione è rappresentata da  Bolzano (tra l’altro i piccoli comuni del Trentino presentano una percentuale di bambini maggiore rispetto a tutte le altre zone della penisola ).

Il tasso di dispersione scolastica maggiore risulta essere in Sardegna e in Sicilia, che sono anche le due uniche  regioni  insieme alla Valle d’Aosta dove non c’è una legge regionale sull’infanzia ( il minore tasso in assoluto  è presente comunque in Molise, mentre nelle regioni del Nord il più il tasso più alto tra abbandoni ed interruzioni è presente nella regione Liguria ). Per quanto riguarda le denuncie a carico dei minori la tipologia dei minore denunciato corrisponde ad un’adolescente tra i 15 e i 17 anni, maschio, italiano che commette in primo luogo dei furti,  al secondo posto le lesioni personali  e la  detenzione  o lo spaccio di droga.Le provincie con più alta percentuale densità di minori stranieri sono nel Nord:  Prato, Mantova e Piacenza.

Nonostante il calo della natalità, il consumo del suolo, l’erosione delle aree naturali e il tasso di inquinamento è in rapida accelerazione nel Nord Italia: tra le prime 30 città più inquinate in Europa 17 sono italiane tutte posizionate nel Nord della penisola (ad eccezione di Firenze).

Tutti i dati possono essere letti attraverso questo collegamento: www.atlantesavethechildren.it

Senti questo: esprimersi con la musica

La musica ci permette di raggiungere stati profondi della nostra personalità. La sintonia che si stabilisce tra terapeuta e paziente evoca una combinazione di accordi quasi improvvisati che si fondono in una comprensione unica come in un brano musicale ben suonato.

Al pari degli altri elementi sensoriali (visivi, olfattivi,etc.) la componente acustica è fondamentale nello strutturarsi di una relazione, qualsiasi essa sia, dentro e fuori la stanza di terapia.

Ciò che si fonde non sono solo componenti armoniche ma anche quelle dissonanti: i contrasti, i conflitti possono essere richiamati attraverso suoni presenti in seduta (pugni,sbattere delle porte, schioccare della lingua, sbuffi).Andare a tempo, trovare un ritmo interiore ed esteriore non è mai facile e c’è bisogno di tempo e di un impegno condiviso : Di Benedetto in un bellissimo libro parla appunto di una costante “ricerca di momenti sincroni“  e questo, credo, valga in terapia come nella vita di tutti i giorni.

La musica, inoltre, è anche una modalità di espressione e di affermazione di parti autentiche del proprio inconscio.

La musica come oggetto culturale e sociale si manifesta nei gusti, preferenze che un individuo possiede e nell’uso che ne fa nelle proprie relazioni (scambiando musica, suonando uno strumento, scrivendo su di essa, formando un gruppo).

Scopriamo così che la musica può essere sia il segnale di una duplice possibilità: sia di liberare chiusure e schemi mentali, rompere delle rigidità interiori, sia il rischio di una regolazione che viene imposta dall’esterno e assorbita senza critica  (mode, consumismo, adesione conformistica a stili di vita).

Peraltro è proprio la musica in quanto oggetto culturale (alla pari di altre forme espressive come il cinema, l’abbigliamento, libri, idee politiche..) che ci permette di dare forma e struttura alla nostra identità generazionale soprattutto nella fase della vita (adolescenza e giovinezza) dove ci si sente immersi nella dimensione collettiva e ci si riconosce in una generazione.

La musica come scrisse Winnicott ci  mostra “l’importanza di un approccio creativo ed intuitivo alla vita, la magia del sentimento primitivo e dell’espressione istintiva spontanea”, in altre parole qualcosa di non articolato e non sviluppato che piano piano ci permette di avere una visione più acuta delle cose.

Per questa ragione la musica assomiglia così tanto all’esperienza emotiva della conversazione, del dialogo tra due esseri umani che viene praticata nelle sedute di terapia.