Mese: novembre 2011

L’ansia e le sue immagini

L’ansia costituisce la spia, un segnale di allarme che  invita a fermarsi a pensare perchè qualcosa dentro se stessi non sta funzionando. Le alternative possibili sono diverse : si può fare finta di niente e proseguire come se niente fosse oppure raccogliere la sfida e provare ad affrontare i nodi conflittualisospesi o non risolti interiormente. In quest’ultimo caso l’ansia e la crisi che genera diventano  un’opportunità per crescere emotivamente , trasformare il modo in cui si vivono le esperienze e migliorare le relazioni.

Ci sono diversi modi per accedere ai nostri conflitti e vedere che forma assumono e che significato si può attribuire a loro: il metodo autobiografico, l’analisi dei sogni, la ricostruzione delle fantasie.

Sia durante i laboratori di psicologia che conduco sia nel corso delle terapie ricorro spesso all’uso delle immagini come strumento di accesso alle fantasie e ai meccanismi più profondi che generano fenomeni di ansia e attacchi panico, spesso inscritti nel corpo.

Infatti, le immagini create dalla capacità di fantasticare consentono di gettare ponti tra la nostra vita cosciente e tutto ciò che viene rimosso, trascurato, nascosto, velato ,considerato non accettabile.

Per questo motivo le immagini degli artisti ci colpiscono in maniera così intensa restituendoci uno sguardo diretto su qualcosa che preferiamo non vedere o chiudere in spiegazioni totalizzanti , l’arte ci fa confrontare con ciò che è oscuro senza pretendere di fare luce, ma facendoci vivere un’esperienza anche caotica,incoerente ma emotivamente unica.. Le immagini che sono esemplari nella rappresentazione dell’ansia sono ad esempio; le pitture nere di Francisco Goya ( come “Il cane che sprofonda”),le sculture scarne e filiformi di Alberto Giacometti o “il Grido” di Edvard Munch..

Le immagini spesso  evocate dall’ansia sono : Il fuoco ( l’inferno), la mano sulla gola, il tunnel e la corsa senza fine , il muro, il precipizio…... . Ogni immagine è associata ad una sensazione psicofisica ( di soffocamento, caduta, velocità, scontro, di bruciare) che forniscono indicazioni precise sulle emozioni , affetti e sentimenti che non hanno ricevuto sufficiente riconoscimento e accoglienza e che rimangono esclusi, segregati in qualche parte remota di se stessi.

Il video mostra il percorso della scultura dell’artista colombiana Doris Salcedo al Tate Modern Gallery di Londra, una fenditura che lacera le fondamenta dell’ingresso, scultura  il cui titolo ebraico può essere tradotto come “il fiume, il torrrente “segnalando forse con questa ambiguità di significati in contrasto tra loro il carattere contradditorio e sempre aperto dell’ansia generata dalle fratture che viviamo .