Mese: dicembre 2011

Frammenti di un discorso femminista: pensieri liberi sull’amore

L’immaginario determinato dalla cultura e dall’economia plasma i nostri pensieri e convinzioni : questo è stato uno dei vissuti prevalenti provati dai partecipanti di un gruppo di adulti centrato sul tema dell’amore e delle relazioni sentimentali.

Affrontando il discorso amoroso ci si è imbattuti spesso nelle credenze collettive: tramontati il mito Platonico del recupero nostalgico dell’unità perduta  e il mito Cortese dell’amore assoluto e romantico gli individui  si trovano attualmente catapultati in una cultura dove predomina il culto narcisistico della realizzazione personale per cui ognuno è spinto a raggiungere la propria felicità individuale a discapito anche della dimensione relazionale e di coppia.

Nel frattempo il discorso femminista , un movimento  ancora  in corso e la cui rivoluzione  non è  del tutto compiuta, ha spostato il discorso su un piano diverso da quello delle illusioni totalizzanti che hanno impregnato la nostra cultura fino ad ora,  focalizzando l’attenzione sull’altro da sè , sempre sconosciuto e mai appropriabile .

Su questo versante il discorso imposto dalla tradizione  e quello sponsorizzato dai mass media perdono il loro mordente ed efficacia: a questo livello vengono a meno tutte quelle le opposizioni binarie che contraddistinguono il nostro pensiero comune a partire da quello schema più forte perché inscritto nella nostra materialità corporea che è quello di  genere , maschile-femminile.

Il pensiero femminista  (e non solo ) propone invece più radicalmente di mettere al centro la nostra condizione di fragilità , di vulnerabilità perché solo da questo riconoscimento possiamo più facilmente aprirci alle relazioni, alla cura dei rapporti , all’altro, che può essere inteso in diversi modi come il diverso, lo straniero, o più semplicemente il vicino , la persona che incontriamo casualmente sulla strada…

L’apertura al mondo avviene grazie al riconoscimento della incompletezza personale.

A differenza di molte tesi che sostengono come  l’obiettivo della maturità sia il raggiungimento dell’autonomia, la psicoanalisi oggi afferma che il processo della crescita ci impegna nell‘estendere e rafforzare la nostra capacità di entrare in relazione con gli altri,

A partire dalla nascita le madri sostengono i figli ad entrare in contatto con le propria interiorità  e quella degli altri , a riconoscere la presenza degli altri in se stessi aiutando lo sviluppo dell’empatia, del mettersi nei panni degli altri.

Farsi contagiare dalla relazione con l’altro e  dalle sue emozioni e pensieri è  quello che può avvenire anche nei gruppi ( di lavoro o informali  ) quando si è disposti ad aprirsi gradualmente e ad aver fiducia reciproca  mettendo in comune le  proprie storie ed  esperienze.

E in questo ritrovo la fatica che oggi le persone sia di sesso maschile che femminile  fanno nel cercare la loro identità districandosi tra modelli maschili e femminili attraverso i rapporti  concreti tra uomini e donne.

Sollecitazioni:

  • L.Irigaray,Essere due, 1994, Bollati Boringhieri
  • A,Cavarero, Orrorismo, ovvero della violenza sull’inerme, 2007, feltrinelli 
  • Gosta-Esping-Andersen, La rivoluzione incompIuta.donne, famiglie,welfare, 2011, Il mulino.

La violenza psicologica sulle donne

In occasione della  Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne,diverse associazioni hanno manifestato la loro delusione per i mancati provvedimenti in materia di  prevenzione e  tutela.

Le donne che subiscono violenza psicologica o comportamenti persecutori si trovano coinvolte in relazione di  stampo sadomasochistico dove l’altro, spesso di genere maschile,  cerca di farle impazzire  isolandole e portandole a non fidarsi più delle proprie percezioni. A questo punto  cominciano  a dubitare di se stesse e del modo in cui vivono la realtà..

All’inizio le donne tendono a compiacere il proprio compagno ( o marito , fidanzato, capo ,..) comportandosi in modo da adattarsi alle sue aspettative e desideri altri,  ma qualsiasi atteggiamento si possa assumere non va mai bene e  le accuse e i giudizi si aggravano di volta in volta , ci si può sentire come dentro una prigione sempre più stretta senza speranze di poterne uscire .

La sofferenza psichica si amplifica perchè frequentemente la vittima è spinta ad  identificarsi  con l’aggressore come difesa estrema di reazione all’abuso psicologico che subisce nel tentativo illusorio di affermare la propria volontà sul sentimento di disgregazione che l’afferra.

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica è un trattato internazionale dettagliato e giuridicamente vincolante  ed è stata adottato nel corso della sessione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa del 10 e 11 maggio 2011 a Istanbul, ma non può essere valida finchè  gli stati  non la ratificheranno.
I dati sulla violenza sulle donne nel nostro paese mostano la forte incidenza del numero di violenza tra le mura domestiche , dove è il coniuge a maltrattare la moglie,e l’alta percentuale di donne che tendono a non considerare la violenze subito in questo ambito come un reato.

L’Italia non ha ancora firmato la Convenzione.

Il video è uno spezzone tratto dal film di George Cukor del 1944 ” Gaslighting” , tradotto in Italia come “Angoscia ” ed interpretato da una favolosa Ingrid Bergman, che descrive in maniera approfondita l’evoluzione perversa di un rapporto di coppia in cui la donna viene gradualmente spinta ad impazzire.