Mese: giugno 2016

Da donna a donna.La donna soggetto di letteratura

Dalla mia prefazione al libro della Prof.ssa Gian Piera Leone che raccoglie le testimonianze scritte ed interviste di donne che narrano la condizione femminile tra fine 800 ed inizio 900 come elaborato finale del corso di letteratura per l’Università della terza età di Trecate.

 Gli esseri umani sono intessuti di ricordi, essi sono la trama nella quale sono intrecciati i desideri, fantasmi, pensieri ed emozioni che si vivono ogni giorno.

La memoria è una facoltà fragile, sottoposta a continue revisioni e aggiustamenti, persino deformabile a seconda delle nostre esigenze, consapevoli o inconsapevoli.

Nonostante la materia vulnerabile di cui sono fatti i nostri ricordi, a loro costantemente ritorniamo per dare un senso alla nostra vita e provare ad  orientarci nel futuro.

L’impresa delle donne del Progetto del corso di letteratura  condotto da Gian Piera è preziosa in particolare per due motivi: prima di tutto restituisce a noi lettori il clima della condizione femminile tra ‘800 e ‘900 permettendoci di sentire attraverso le parole il valore di vite passate in un tempo diverso da quello attuale; inoltre ha consentito a tutte loro di lavorare per ricostruire la propria vita interiore.

La vita acquista un senso e una armonia diversa nel momento in si  fa ordine nel proprio mondo interiore recuperando i ricordi nella loro interezza evitando sia di  scartarli che di accatastarli.  

Infatti, la spinta ad integrare i ricordi delle proprie esperienze, piacevoli e spiacevoli,  in un insieme  coerente,  rappresenta un bisogno essenziale dell’animo umano. 

Nello scorrere queste storie si  avverte tra le righe lo sforzo delle  persone intervistate a  recuperare i propri ricordi , anche quelli dolorosi, per percepire l’originalità della propria storia e quindi della propria esistenza.

Storie di donne  che, nell’affrontare  e conciliare vita sentimentale,  cura dei bambini e  tempo di lavoro, elaborano piano piano la propria identità femminile con coraggio e dignità ammirevoli.   

L’esperienza della scrittura e dell’intervista fornisce l’occasione per  porsi domande sul proprio percorso esistenziale e sul ruolo di nipoti, figlie, madri , mogli e nonne immerse fin dalla nascita in una fitta trama di  relazioni: è interessante osservare come ogni scrittura  faccia riferimento fin dall’inizio alla propria posizione nella trama generazionale e  familiare .

In questo passaggio di eredità tra le diverse generazioni  si può cogliere il processo spesso doloroso e a volte incompiuto delle donne del secolo scorso nel liberarsi del peso del passato per diventare soggetti consapevoli della propria affettività e della propria autonomia.   

Buona lettura.  

Io e Anna

La gente ricca non ti poteva soffrire . E tuo padre,  che era ricchissimo, non ti poteva soffrire nemmeno lui. E tu non volevi bene a nessuno e nessuno veniva da te alle sedute. E anche i miei genitori odiavano me, e cosi pure facevano H. , W. e A. Tutti ci odiavano al mondo , anche la gente che non ci conosceva, anche i morti. Così tu volevi bene solo a me e io solo a te e noi stavamo sempre insieme. Tutti gli altri erano molto ricchi , ma noi eravamo poverissime. Non avevamo niente , nemmeno i vestiti , perché ce li avevano portati via . Nella stanza era rimasto solo il divano , sul quale noi dormivamo insieme

La fantasticheria di una bambina ad Anna Freud durante una seduta di gioco.

( ai primi di Giugno del 1938, in una  Londra non ancora devastata dai bombardamenti, arriva Freud, anziano e  malato, accompagnato dalla figlia fuggendo da Vienna già occupata dai nazisti; Ora al 21 di Maresfield Gardens  di Londra dove Anna Freud vedeva i bambini nella stanza da gioco si trova l’Anna Freud Centre ).

 

RECENTI PUBBLICAZIONI IN ITALIANO  PER SAPERNE DI PIU‘:

Legami e libertà, lettere di lou Andreas -Salomè e Anna Freud, traduzione di Laura Bocci,La tartaruga , 2012

Gemma Trapanese, Anna: <<figlia d’oro>>, in P.Cupelloni ( a cura di ), Psicoanaliste, franco Angeli, 2012 pp.82-102