Mese: dicembre 2016

“IL DISAGIO DEL MINORE” STRUMENTI DI RILEVAZIONE E DI INTERVENTO

Corso per allenatori e operatori sportivi

Maria Garbini, Psicologa, Psicoterapeuta dell’età evolutiva
L’incontro si suddividerà in due momenti principali che vedranno il coinvolgimento diretto dei partecipanti.
Nel primo momento verranno analizzati in gruppi di lavoro quattro elaborati riguardanti situazioni che istruttori ed allenatori potrebbero trovarsi a fronteggiare.
A partire da tali elaborati verranno individuati:

  • Criteri ed indicatori di disagio
  • Strumenti di rilevazione
  • Strategie da utilizzare
  • Funzioni dell’adulto.

In un secondo momento, la visione di brevi spezzoni tratti da due film, aiuterà a rappresentare per immagini ciò che sarà emerso dalle riflessioni precedenti.
Obiettivo principale dell’incontro è far emergere risorse e strumenti attraverso la condivisione di esperienze e la discussione in gruppo per la ricerca di strategie comuni

PROGETTO SCUOLA

Oggi la scuola si trova investita di una serie di richieste sociali sempre più forti : l’idea che sta alla base di tali pressioni è che la scuola possa affrontare aspetti dell’educazione e della crescita dei bambini e dei ragazzi che un tempo venivano relegati fuori dalle mura scolastiche.
Tutto ciò è accompagnato dalla consapevolezza sempre più diffusa tra i docenti che aspetti emotivi,affettivi, relazionali, familiari, culturali influenzano il processo di apprendimento interferendo spesso sulle dinamiche del gruppo-classe, sulla gestione dello stesso, sulla relazione tra genitori, insegnanti e bambini.

Per tale motivo si propongono due offerte formative: la prima è quella tradizionale dello sportello scolastico rivolto ai bambini e ragazzi, agli insegnanti e ai genitori; l’altro quella dei laboratori focalizzati intorno ai tema dell’educazione sessuale e affettiva, del bullismo, del rapporto con le regole, con la propria famiglia, con la scuola, la città.

Sportello ascolto per alunni e genitori

Lo sportello prevede che lo psicologo, psicoterapeuta sia a disposizione per raccogliere i bisogni e per aiutare ad affrontare i problemi che possono emergere nel corso dello sviluppo( basso rendimento scolastico, difficoltà di concentrazione, iperattività, comportamenti aggressivi e/o disturbanti).
La consultazione è limitata a 3-4 incontri più un incontro di restituzione e uno di verifica. Se verranno evidenziati problemi che richiedono interventi più articolati e complessi è previsto l’invio a strutture pubbliche.

Sportello rivolto agli insegnanti

In questa sede si affrontano le situazioni critiche e conflittuali sia all’interno del gruppo-classe, con i bambini e i genitori, sia nelle relazioni tra docenti.

I laboratori socio- affettivi

Questi laboratori sono caratterizzati da un minimo di 3 a un massimo di 10 incontri di un’ora circa in cui si privilegia un metodo interattivo-esperenziale con l’utilizzo di momenti ludici , di storie per favorire confronto, la messa in discussione e l’integrazione dei diversi punti di vista; ogni incontro si concluderà con un momento di riflessione comune e sintesi finale.
Per ogni laboratorio è previsto un incontro di restituzione con i docenti e i genitori e un momento di verifica successivo, una bibliografia-filmografia ragionata sull’argomento affrontato con particolare riferimento al collegamento tra le varie discipline.

IL COLORE DELLE EMOZIONI

OBIETTIVI

[macro obiettivo]  Il progetto si propone di accompagnare le insegnanti in un percorso di scoperta del significato del colore per i bambini.
I bambini fra i 3 e i 5 anni fanno un uso emotivo del colore, associando inconsapevolmente i colori ai propri stati d’animo. Ciò spesso causa spaesamento nell’adulto che affianca il bambino (insegnante, genitore, educatore), che tende ad utilizzare una modalità estremamente contenitiva per timore che possa dare adito ad uno sganciamento della realtà. Di fatto questo è un meccanismo di cui i bambini si servono per adattarsi al mondo reale, integrando gli stimoli che da questo provengono con un’interpretazione personale che attingono dal loro mondo interno.

[micro obiettivo]  come favorire questo processo dando alle insegnanti alcuni strumenti per riconoscere le emozioni associate all’utilizzo dei colori.
E’lo stesso meccanismo che viene utilizzato in alcune forme artistiche. La tecnica che aiuteremo ad acquisire è quella dell’ascolto partecipante.

CRESCERE INSIEME AI BAMBINI DEL NIDO

La proposta formativa prevede un’articolazione differenziata in base alle specifiche esigenze del gruppo di educatrici. Sia il numero di incontri , la cadenza che la durata degli stessi dipende dagli effettivi bisogni che si delineano in sede di colloquio di conoscenza.
Relazione è la parola chiave sul quale si fonda il percorso di formazione/supervisione attraverso il quale gradualmente si impara gradualmente a dare un senso, un significato condiviso all’esperienza vissuta con i bambini.
La costituzione di un gruppo di lavoro non è facile, necessita tempo, pazienza, attenzione al discorso dell’altro, disponibilità a conoscersi e a conoscere l’altro.
Struttura: in generale i primi incontri sono centrati su alcune tematiche che possono essere rilevanti dal punto di vista sia educativo che psicologico: la relazione con le famiglie, l’ambientamento, il rapporto con i bambini in base alla loro età e fase di sviluppo, l’organizzazione degli spazi e dei tempi, il gioco e le attività strutturate, con particolare riferimento alla giornata trascorsa dalle operatrici al Nido .
Gli incontri successivi permettono di focalizzarsi sull’esperienza emotiva delle educatrici coinvolte nella relazione educativa con i bambini.
Metodo: Le tematiche sono approfondite sulla base di rimandi teorici ( teoria dell’attaccamento e winnicottiana e sviluppi recenti, Goldschmeid, Brazelton,etc.), osservazioni pratiche ( infant observation, diari e altro ) ed eventuali laboratori esperenziali ( attività di gioco finalizzate alla conoscenza di sé e dell’altro ) con particolare riferimento al confronto e alla condivisione tra modelli e stili educativi differenti. Ogni partecipante è invitato a portare esempi concreti della giornata trascorsa al nido.
L’obiettivo principale è favorire l’instaurarsi di un gruppo di lavoro , di un clima sereno tra le operatrici, disponibile all’ascolto e al confronto reciproco, alla integrazione tra diverse prospettive e punti di vista.