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Un libro di psicologia non ti è di alcuna utilità se sei in grado di capirlo!

(Piperita Patty 3 giugno 1972)

Chi non ha mai sognato di avere Snoopy come compagno di giochi  ? Il primo fumetto arrivato sulla luna ( il modulo lunare dell’apollo 10 ),  da cui  ha avuto origine l’evoluzione delle strisce come le conosciamo ora, che ha esplorato  più di tutti gli altri comics la dimensione spirituale  nascosta  dell’animo umano. Abbiamo un bambino con un complesso di inferiorità  , un personaggio semplice e un po’ innocente , forse all’inizio un po’ troppo  saggio, che  piano piano  con gli anni viene circondato da tanti altri personaggi ed è lui a tenere insieme tutto quanto , è lui il personaggio che  piace di più perché  tutti ci  ritrovano parti di se stessi  ed è da lui che prima o poi tornano  perché  lo hanno sempre nel cuore : Snoopy, Woodstock, Linus,Lucy, Schroder, Pig Pen, Patty, Violet e Sally…….

Charlie Monroe  Schulz detto Sparky, figlio di un barbiere emigrato dalla Germania, è stato il bambino che aveva passato la sua infanzia a giocare a baseball e a leggere Braccio di ferro, il ragazzo che si scontrò con il disinteresse o il disprezzo che all’epoca il disegnare fumetti suscitava ( soprattutto quelli rivolti ai bambini) e l’ uomo che perse la madre il giorno prima di partire per il fronte di guerra europeo. Tutta la sua esperienza è riversata in queste migliaia di striscie che per oltre quarant’anni raccontano per immagini la storia di un gruppo di bambini  alle prese con i grandi e piccoli dilemmi della vita mantenendo vivo  il sentimento di scoperta e sorpresa per il mondo in cui vivono e la forza delle parole ,e dei silenzi, sinceri.

Ora un film nelle sale cinematografiche omaggia le creature di questo splendido teatro animato.

Patrick Modiano: la scrittura come riparazione

Le présent du passé, c’est la mémoire; le présent du présent, c’est l’intuition directe ; le présent de l’avenir, c’est l’attente

I fantasmi infantili , i traumi del passato sono i fili conduttori delle trame dello scrittore Francese, vincitore del Premio Nobel per la letteratura 2014. La scrittura è un’azione  che opera sul passato per rievocarlo attraverso il ricordo e l’immaginazione, ma simultaneamente si offre al presente come tentativo di vincere l’oblio che il futuro riserva ad ogni attimo che viviamo . I personaggi  melanconici presenti nei romanzi di Modiano descrivono precisamente la  difficoltà di orientamento di cui soffrono gli individui  che fanno fatica a differenziare l’immaginario dal reale , soprattutto quando quest’ultimo si presenta in forma traumatica o incoerente .

Il suo stile lineare, semplice si è via via affermato come uno sguardo personale sul tempo che scorre  nel ricreare  l’atmosfera sospesa e vagamente inquietante  che ci immerge quando ci troviamo ad avere a che fare con la nebbia dei ricordi .

Per questo motivo la  lettura dei suoi libri può essere un utile strumento per riflettere sul modo in cui ricordiamo gli eventi del passato e su come la memoria sfochi o deformi il passato e mantenga vivo quello che il tempo ha cancellato perché in fondo siamo fatti , al nostro interno,  anche di  tutto quello che abbiamo perduto.

QUALCHE SUGGERIMENTO:

Davanti allo sguardo dei cani

Per diversi anni ho avuto la fortuna di condividere del tempo con una cagnetta di nome Bianca, un meticcio mischiato con un Maremmano. Una cagnetta dolce e  fedele.

Bianca sarebbe dovuta andare in un canile. La prima volta che la vidi camminava con il muso rivolto a terra e il colore del pelo tendeva al giallastro , quando alzò il muso mi apparvero due occhi tristi e sottili segnati da una linea scura discendente.

Quando dormiva aveva sempre gli occhi leggermente socchiusi, non si addormentava mai completamente, pronta a scattare in avanti con il muso e ad abbaiare se veniva per caso disturbata nel sonno. Spesso aveva degli incubi .

I cani toccano le  corde più profonde della nostra sensibilità,  mostrano una parte di noi stessi e ci interrogano sulla capacità o incapacità di convivere con la sostanza del nostro essere, il linguaggio universale delle emozioni e dei sentimenti che risuona in tutti i livelli del sitema vivente.

Hanno una percezione immediata delle cose , senza la mediazione della ragione o dell’intelletto, e reagiscono in  maniera istintiva . Questo aspetto comporta che il loro comportamento venga giudicato  di frequente avventato o sregolato.

Ma , come sappiamo , questa percezione istintiva delle cose permette  ai cani di avere una visione più  chiara e lucida della realtà perché sono in grado di  rimanere in contatto in maniera più diretta e piena con le sensazioni e con la natura.

Infatti di solito , la presunzione di superiorità degli esseri umani  risiede nel possesso della coscienza in quanto capacità di autoriflessione, di cui gli animali sarebbero privi.

Ma,  se osserviamo meglio,  questo pregiudizio si basa sull’idea errata che la conoscenza di  o su  ( sostenuta da tutto il nostro sapere :le  ideologie, cosmologie, teologie , etc,) sia superiore rispetto alla conoscenza con , una conoscenza immediata, istintiva ed emotiva,una conoscenza in cui non c’è distanza o differenza tra il soggetto e l’oggetto, perché tutti e due fanno parte della stessa realtà concreta, le cose  così come sono senza bisogno di  metafore  che le  rappresentino.

Tra tutti gli animali  i cani sono quelli più umanizzati e  il  loro posizionarsi  sulla soglia tra l’umano e l’animalità ci permette di imparare ciò che  sfugge ad uno sguardo superficiale perché troppo  veloce o troppo razionale .

Attraverso la sensibilità possiamo essere in grado di cogliere la grazia che ci circonda , la luminosità che appartiene al mondo indipendentemente dagli abbellimenti che ne facciamo attraverso le storie e le immagini di cui abbiamo bisogno di nutrirci  quotidianamente e la connessione che lega tutti gli esseri viventi. Avvicinarsi allo sguardo e al  sentire dei cani o degli altri animali significa perciò   togliere, e allo stesso tempo  aggiungere, qualcosa a come noi vediamo abitualmente la realtà. Togliere le sovrastrutture mentali e aggiungere qualcosa di corporeo, più semplice e meno mediato.

E’ interessante trovare quanti punti di contatto esistano tra il comportamento naturale dei cani e le qualità  evidenziate dalle religioni e dalle pratiche di consapevolezza.

Si obietta spesso che i cani, come gli altri mammiferi, non condividono con noi esseri umani, l’etica , l’estetica , la dimensione dell’esserci,  ma, nonostante questo, partecipano di quel sentimento del sacro che  trascende le precedenti dimensioni  e che  permette di entrare in sintonia con la profondità e lo spazio dell’ anima.  Di cani d’altra parte sono pieni i miti che la cultura ha inventato e  sogni che accompagnano le nostre notti.

Che cosa  Bianca mi ha permesso di rivedere con maggiore risalto senza verbalizzazioni e attribuzioni di senso :

– Quando si cambia improvvisamente e drasticamente  ambiente di vita, come nel caso delle adozioni, si manifestano diversi sintomi di malessere: incubi, tristezza e affaticamento, c’è bisogno di tempo per superare la sfiducia negli altri affrontando il terrore di essere di nuovo lasciati soli. E  l’aiuto  di  un ambiente accogliente che fa sentire di nuovo a casa , sicuri e protetti è fondamentale.

– Se vuoi alleviare la sofferenza di una persona non servono tante parole, si può semplicemente  stargli vicino, in silenzio.

– Quando  incontri una persona  felice può essere davvero piacevole  partecipare alla sua  gioia , lasciandosi trasportare dagli abbracci, dalle risa,  dalla danza cioè  “saltando e scodinzolando a 360 gradi “.

– C’è un momento, con  un amico  in crisi o una persona  in difficoltà, in cui è necessario  fare  branco ( non nel senso di indifferenziazione ) ululando come lupi, perché no, impegnandosi in una lotta comune contro la disgregazione e la disperazione, con coraggio e  a denti stretti, per andare avanti  uniti.

– Davanti ad un essere  ferito,  consolare,” leccare le ferite”, pulire la zona colpita, far sentire la  tua presenza , una presenza morbida e calda, viene prima di tante parole e azioni, poi il resto verrà naturalmente  di conseguenza.

È cosi che i cani e tante altre creature (gatti, pappagalli, corvi, cavalli, oche, maiali, tanto per fare qualche esempio), se ci concediamo la pazienza di osservarli con attenzione,  ci mostrano ogni giorno, insieme alla  fedeltà che donano e alla spontaneità dei loro movimenti,  in quale modo  si può  essere vulnerabili , affidarsi all’altro, esporre le fragilità senza la  paura del  giudizio e dell’ imprevedibilità della vita.

Grazie, Bianca.

Ri-conoscere le emozioni attraverso i cartoni animati

GIOIA , TRISTEZZA, DISGUSTO, RABBIA E PAURA  sono queste le emozioni protagoniste dell’ultimo film della Disney “INSIDE OUT”. Sceneggiato con l’aiuto di una squadra di psicologi e neuro scienziati INSIDE OUT  entra nei labirinti della mente narrando per immagini i conflitti tra le emozioni  e invitandoci ad esplorare i territori del nostro mondo interno: L’INCONSCIO, L’IMMAGINAZIONE, IL PENSIERO ASTRATTO , LA MEMORIA, LE ISOLE DELLA PERSONALITA’ E IL TRENO DEI PENSIERI.

Nel quartiere generale della mente , una sorta di centro della consapevolezza, è il luogo della regia di questo teatro dove le emozioni  manifestano la loro energia. Il film mostra come la nostra intelligenza risieda nelle emozioni e nel loro differente mescolarsi ed equilibrarsi   è ciò che ci rende veramente unici singolari . Tanto più se questo avviene nella mente ancora in divenire di un adolescente .

E voi con quale emozioni vi identificate di più ?

Addio Oliver Sacks !

Oliver Sacks , autore di numerosi libri a metà strada tra la scienza e la letteratura, libri spesso illuminanti e pieni di sorprese che ti restituiscono una visione solare e più conciliante della vita, è scomparso all’età di 82 anni .Nella sua ultima intervista sapendo ormai di avere ancora poco tempo da vivere dichiaro’ :

“I want and hope in the time that remains to deepen my friendships, to say farewell to those I love, to write more, to travel if I have the strength, to achieve new levels of understanding and insight.”

Nel suo ultimo tweet postò la ripresa di un concerto improvvisato dell’Inno alla gioia di Beethoven svoltosi in provincia di Barcellona.

5 modi per superare l’ansia da esami

Gli esami rappresentano una tappa di passaggio importante, un rito che genera forti emozioni e puo’ diventare una fonte d’ ansia.

I momenti di passaggio costituiscono delle prove attraversate le quali avviene una trasformazione.

All’ università si tratta di proseguire, andare avanti con una consapevolezza maggiore di chi si è e chi si sta diventando.

Alla maturità il ciclo della scuola dell’obbligo, del tempo “forzato” si conclude e ora  si va verso qualcosa di completamente nuovo.

Alle medie si vive un cambiamento di compagni, scuola,  a volte anche di paese e costituisce un test d’ingresso nella vita adolescenziale. Ogni cambiamento può  generare ansia e timori soprattutto quando i pensieri che circolano  nella testa esprimono sentimenti di inadeguatezza tipo  “ non ce la farò , non sono all’altezza ,“ o aspettative negative “ non mi andrà bene “.

E’ fondamentale, in questi casi, riconoscere la volubilità di questi pensieri , vedere come  non ci appartengono  e riuscire   a non identificarsi in essi. Un semplice esercizio “mindful  riportato qui di seguito  potrà essere utile:

 “Prova  a prenderti una pausa e mettiti in una posizione comoda , assicurati che i tuoi piedi siano ben piantati a terra , se vuoi puoi chiudere gli occhi, prova ora a rivolgere la tua attenzione al respiro , quando inspiri percepisci l’aria fresca che entra attraverso le narici ,segui l’aria che circola dentro e quando enspiri percepisci l’aria calda che esce. Segui il ritmo naturale del tuo respiro . Non cercare di controllare ne’ di far succedere di proposito niente, lascia semplicemente che il respiro fluisca liberamente. Bada a come ti senti ora,  in questo momento . Fai fluttuare la tua attenzione cogliendo quello che emerge: sensazioni, emozioni, pensieri. Se ti senti agitato prova ad ogni respiro a lasciare andare le tensioni come ti sollevassi di un peso. Se invece noti dei pensieri prova a focalizzarli , notando come man mano che li poni sotto esame questi pensieri sfumano ed evaporano via, perdono di consistenza lasciando  spazio ad altri pensieri o emozioni . Osserva allora come i pensieri sono passeggeri come le nuvole che appaiono nel cielo ,arrivano e poi se ne vanno . E riporta di nuovo  la tua attenzione al respiro. Prova a continuare cosi per circa 5 minuti. Quando ti senti pronto a riportare la tua attenzione al mondo esterno puoi fare 2-3 respiri profondi e riaprire gli occhi.”

Questo semplice esercizio vi permetterà di trovare la calma aiutandovi  a diventare consapevoli di come la mente tenda facilmente a distrarsi,  rinforzando al contempo la capacità di attenzione e concentrazione focalizzata al momento presente.

E’ fondamemtale nel praticare questo esercizio : trattarsi gentilmente ( niente movimenti bruschi e frettolosi ) , non giudicare  ( come il pensiero “ e’ una cosa stupida , una perdita di tempo” ) e osservare .

Un ‘altro effetto calmante nell’affrontare il rito collettivo degli esami di maturità possono essere  i  dispositivi simbolici che aiutano a creare uno stato di protezione interiore. Questi dispositivi servono per calmare, ridurre l’ansia , padroneggiare un’esperienza che ci crea difficoltà. Possono essere dei semplici oggetti “portafortuna “ che si collocano in quell’area “ transizionale” ( come li definì Winnicott ) oggetti al confine  tra  la dimensione immaginaria e quella  materiale, oggetti concreti che  svolgono un ruolo prezioso per l’individuo che li porta con sé perché “ nutrono “ o ci “connettono “ a qualcos’altro di solido e forte  : spesso si  collegano ad una persona o creatura  rilevante del passato o del presente, come ad esempio un braccialetto di un’amica, l’orologio del nonno, la foto  dell’  animale domestico a cui siamo affezionati  oppure  si  collegano ad un’esperienza piacevole,come ad esempio  quella maglietta o  quella scarpa che ci evocano benessere . Questi oggetti / amuleti  in base al significato personale che assumono per ognuno possono trasmettere sensazioni positive fornendo maggiore sicurezza e   forza interiore  .

Un portafortuna puo’essere anche un ‘ oggetto mentale, un rifugio sicuro,  cioè un ‘ immagine di un luogo tranquillo dove le cose vanno bene che ci fa sentire sicuri e protetti ( un luogo dove siamo stati o un posto dove desidereremmo andare ).

Prima dell’ esame rilassati , puoi sciogliere la tua muscolatura stiracchiandoti,  allungandoti oppure facendoti un massaggio sulle zone del corpo più tese ( quando si studia spesso si tratta degli occhi, dell’ arcata sopracigliare e della fronte ) oppure fai un bagno caldo o una doccia rinfrescante, ascolta della buona musica , quella che ti piace.

Puoi fare una pausa : bere un frullato rigenerante, passare del tempo con il tuo animale domestico e uscire con gli amici non e’ distrarsi ma recuperare energie positive !

E sopratutto riposa! Fai una bella dormita (prima degli esami e’ molto meglio che stare svegli di  notte per studiare ! ) e stacca la spina dai dispositivi elettronici ( social etc .) almeno per una mezza giornata .

E’ bene ricordarsi che, in ogni caso, una certa dose d’ ansia è accettabile, tollerabile  e assolutamente normale perché il corpo sta reagendo ad una situazione stressante .

Se ti senti troppo intorpidito oppure troppo agitato puoi calmarti rapidamente chiedendo di andare in bagno : una bella sciacquata di acqua fredda sul viso ti aiutera’ a recuperarel’ attenzione,  a riportarti al presente placando le emozioni forti !

Quindi se cominci a sentire il battito del cuore aumentare o un respiro un po’ affannato puoi indirizzare queste parole a te stesso:  ” va tutto bene , è normale che sia così , sono qui e il mio corpo è sveglio e attento, pronto ad affrontare questo momento”.

E soprattutto ricordati che ce la farai e supererai gli esami perché tutto passa e questa esperienza ti arricchera’ !

 

 

TEMPO DI VACANZE ! Tempo di letture !!

Tempo di rilassarsi e godersi oziosamente dei romanzi !! . Alcuni consigli di lettura per l’estate, l’unico criterio che abbiamo seguito è quello di segnalare pubblicazioni recenti , il resto sono scelte seguendo l’istinto e una onnivora libertà!

PER GLI APPASSIONATI ( E GLI SCETTICI )  DELLE  NEUROSCIENZE:  Doctorow, “La coscienza di ANDREW” ,Mondadori

( L’ultima fatica di Doctorow racconta il labirintico vagare dentro i frammenti della psiche individuale collettiva di un neurobiologo.)

PER CHI VEDE NELLA FRAGILITA’ LA BELLEZZA  DELL’ANIMO UMANO : Anne Ernaux, “Gli anni”,L’orma

PER CHI VUOLE MANTENERE LA CAPACITA’ DI RIDERE DI SE STESSO ANCHE DI FRONTE A CONTESTI DIFFICILI E A DISASTRI FAMILIARI: Etgar Keret,”Sette anni di felicità”, Feltrinelli

–          PER CHI CREDE CHE IL DISORDINE SI  IMPARI  A GESTIRE SOLO COMINCIANDO A CONVOCAREGLI ANTENATI: Stefansson,”I pesci non hanno gambe”, Iperborea

–          PER CHI PENSA CHE SI POSSA  VEDERE  IL PROPRIO MONDO CON LO SGUARDO DEGLI ALTRI : Teju Cole “Ogni giorno è per il ladro”, Einaudi; Bulawayo.” C’è bisogno di nuovi nomi”,Bompiani

PER CHI VUOLE COLTIVARE LA SPERANZA NONOSTANTE  LA CRISI DEI SENTIMENTI , DELLE IDEE , DELLE RELAZIONI:. Ben Lerner “Nel mondo a venire”, sellerio

PER CHI PREFERISCE  FARSI DELLE DOMANDE PIUTTOSTO CHE TROVARE SUBITO DELLE RISPOSTE : Uwe Timm “La volatilità dell’amore “, mondadori

E INFINE …PER CHI E’ CURIOSO DI ESPLORARE IL PRESENTE E PENSA CHE “ ESSERE SE STESSO” NON SIA LA SOLUZIONE  MA UN  ENIGMA DA ATTRAVERSARE : Sheila Heti “La persona ideale, come dovrebbe essere? “,sellerio

E per contraddirci  ( è un romanzo del 2014 !) e uscire dalla lista solo autori stranieri: PER CHI AMA L’AVVENTURA E VIAGGIARE SENZA PER FORZA GIRARE IL MONDO :Cristiano Cavina ,  “ La pizza per autodidatti “ , MARCO Y MARCOS

Qui di seguito le copertine .. non è un invito a comprare da amazon, andate nelle piccole librerie, dove volete…purchè leggiate !!

Buone vacanze !!!

La fede e la speranza in ogni nuovo inizio

Il miracolo che salva il mondo , il dominio delle faccende umane, dalla sua normale, “naturale “rovina è in definitiva il fatto della natalità, in cui è ontologicamente radicata la facoltà dell’azione . E’, in altre parole ,  la nascita di nuovi uomini e il nuovo inizio , l’azione di cui essi sono capaci in virtù dell’esser nati. Solo la piena  esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza, le due essenziali caratteristiche  dell’esperienza umana  (…) Fede e speranza nel mondo …

Da qualche parte nelle pagine di “ Vita activa “(Bompiani) Hannah Arendt, “The human condition “, 1958.

Come superare gli shock emotivi: davanti al trauma

Di fronte ad un lutto, quando si è vittime di un incidente, di una violenza, di un’aggressione oppure di un’esperienza stressante come un licenziamento, un’ospedalizzazione, un trasloco o una separazione, se l’evento supera  le capacità naturali di difesa, queste situazioni possono segnarci interiormente in modo traumatico: si prova un’angoscia catastrofica, la sensazione di “ andare in pezzi “, impotenti nel gestire un vissuto imprevisto e improvviso . Sono circostanze che  sconvolgono e  spingono a voltare pagina, anche quando sul momento non si registra a livello consapevole un cambiamento.

Mentre una parte della nostra personalita’ va avanti, altre parti possono rimanere congelate in quell’ esperienza: avviene una dissociazione interiore.

I ricordi delle esperienze traumatiche vengono immagazzinati nel cervello e rimangono isolati dal resto della coscienza e da altri aspetti più adattivi della personalità. Questi ricordi ci forzano ad agire in maniera automatica : in questi casi si dice che si soffre di un disturbo post-traumatico da stress.

Le tracce che l’evento lascia interiormente e le reazioni che  ne seguono formano un’ organizzazione mentale oppressiva e, a volte, distruttiva. Così di fronte ad ogni esperienza che rievoca il trauma precedente si genera la ripetizione di un vissuto angosciante ed   oppressivo . I sintomi che si osservano frequentemente  sono: congelamento emotivo, iperattivazione, condotte di evitamento e di fuga, senso di irrealtà  o di disintegrazione, flashback.

Ma esiste anche un altro tipo di trauma  (negli anni ’70 uno  psicoanalista irregolare e fuori dagli schemi, Masud Khan,allievo di Winnicott coniò la definizione di  trauma cumulativo) ,  risultato  della somma di una  serie di traumi che ripetuti fin dall’infanzia  o durante l’adolescenza  e accumulati uno sull’altro, si sedimentano e finiscono per cronicizzare una difficoltà . Ora questo trauma viene chiamato anche trauma complesso.

In questo caso lo stato di insicurezza interiore non è direttamente collegabile ad un trauma specifico, ma appare più pervasivo e diffuso, ostacolando la vita sociale e relazionale.

Le persone vittime di traumi ripetuti si trovano costretti a tagliare dalla propria coscienza sensazioni, emozioni e pensieri per poter sopravvivere ad un angoscia e ad un dolore insopportabili spesso prodotti da  ambienti relazionali che non favoriscono lo sviluppo delle potenzialità naturali dell’essere umano: << mi sono imposta da allora di non sentire e di non provare più niente …..in quel periodo ho cominciato a soffrire di forti mal di testa e fare fatica a scuola>>.  La dissociazione, è una   risposta difensiva di natura adattiva,  ma comporta un prezzo molto salato da pagare : un blocco nell’area relazionale e cognitiva e disturbi psicosomatici alla cui base ci sta una separazione confusa e non armonica tra parti ed aspetti di se stessi.

Quando la separazione di parti del sé è meno confusa e rigida la dissociazione si manifesta nella forma dei vissuti di  deja vu oppure nei momenti tra il sonno e la veglia,  quando la demarcazione tra la realtà e la fantasia non è cosi definita.

In sintesi, il trauma comprende una serie disturbi che vanno da quelli più diffusi,  di ansia, panico e relativi alla sessualità e ad attaccamenti insicuri e disorganizzati, fino a quelli più strutturali dove è il sentimento stesso di possedere un’identità ad essere compromesso ( << non mi riconosco più , non mi sento me stesso >>).

Noi lavoriamo secondo un ‘approccio integrato che prevede la costruzione di uno spazio sicuro e protetto ( attraverso la mindfulness, il gioco , la relazione ) dove potersi affidare per sviluppare un sentimento di fiducia e speranza nel futuro e incrementare le competenze sociali e migliorare  la capacità di regolare le emozioni.  Non solo è importante ricordare il trauma durante la terapia attraverso modalità inconsce che si esprimono nella relazione, nelle emozioni, nei sogni , nel linguaggio , nelle immagini e fantasie, ma anche poterlo esprimere nelle sensazioni somatiche , nei movimenti e nelle posture  ( attraverso l’EMDR, il focusing, interventi esperienziali e l’ approccio sensomotorio ) .

Il dialogo tra  le diverse parti che  compongono il sé, su un piano che integra il corpo e la mente, permette di recuperare oppure ri-costruire un  sentimento di unità che  esiste al centro di ogni essere umano.

In alcune situazioni , fortunatamente, la vita riserva la possibilità di buoni incontri ,anche al di fuori di un contesto terapeutico, che permettono di trasformare gli scenari interiori modificandoli positivamente : in questi casi la terapia serve per rinforzare e rinsaldare la capacità di resilienza .

La mindfulness per i bambini e i ragazzi: un seme,un’isola,una stella….

La Mindfulness è una forma di  meditazione basata su una integrazione tra le scienze psicologiche e la tradizione spirituale Orientale. Mindfulness significa consapevolezza piena , attenzione focalizzata al momento presente e presenza non giudicante che si sviluppa su diversi livelli : sensazioni, emozioni e pensieri.

Un allenamento psicologico e spirituale per imparare ad osservarsi  in maniera diversa ,gentile e compassionevole  ( senza dover ottenere una prestazione, sforzarsi di raggiungere la meta o  dimostrare di essere i più bravi ) e per saper apprezzare il proprio vissuto personale ,  rinforzando e valorizzando la capacità di vivere i sensi, di gestire le  emozioni e di usare la mente fuori dagli schemi abituali e convenzionali di pensiero ( le gabbie  le prigioni della mente).

Recenti ricerche condotte nel campo della medicina e delle neuroscienze  dimostrano che le manifestazioni di ansia , di iperattività e di depressione  sono causate da  un meccanismo interno che  ostacola il dialogo tra la mente e il corpo: la mindfulness permette il recupero della capacità di  entrare in  contatto con se stessi  integrando  i  pensieri, emozioni , percezioni e sensazioni.

Il percorso permette di costruire gradualmente  uno spazio interiore sicuro e stabile , costituito da un ‘ atteggiamento  di consapevolezza rilassata rivolta ad osservare  l’esperienza cosi com’è  senza reagire automaticamente alle situazioni che generano stress e sofferenza ( liberandosi , come spesso si dice del pilota automatico ).

Riconosco le mie emozioni, mi osservo e comprendo che c’è un legame che mi unisce agli altri e coltivare questa consapevolezza è un piccolo passo per sntire di essere reali , essere presenti in questo mondo e  liberarsi dalle gabbie mentali che ci imprigionano e dai pregiudizi che ci condizionano .

In particolare una pratica costante  della mindfulness aiuta i bambini e gli adolescenti a riconoscere  i pensieri e le emozioni  distruttive favorendo   una risposta più adattativa allo stress, migliora le capacità di  attenzione , concentrazione ,di regolazione emotiva,  i livelli di autostima e di autoconsapevolezza.

Fermarsi a prendere una pausa dal  turbinio degli impegni, dei  tempi da rispettare , del dovere fare per sostenere la sintonizzazione con se stessi aiuta a migliorare le capacità di concentrazione e attenzione e   sviluppa la capacità di sentirsi connessi interiormente agli altri.

Spesso i bambini quando prestano attenzione al respiro che scorre dentro di loro esprimono ciò che sentono attraverso delle immagini significative: un’isola in mezzo al mare , una stella nel cielo , un animale domestico ( di frequente un  cane o un gatto che osserva…)

Quindi in un contesto scolastico   gli esercizi di mindfulness sono particolarmente indicati per i bambini con diagnosi di  ADHD , con disturbi legati all’ansia, disturbi depressivi e  per i gruppi classe di difficile gestione (fonte:K.D.Rempel, Mindfulness for childhood and youth, Journal of counselling and psychotherapy , v.46, n.2, 2012 ; C.A.Burke , Mindfulness-based approaches with child and adolescents,  Journal Child and Family studies, 2009  ).

In una società sempre più automatizzata e accelerata  in cui  bambini e i ragazzi vengono spinti a crescere in fretta e a ritmi sempre più competitivi la pratica della mindfulness rappresenta una prevenzione e una cura per la sofferenza e il disagio sia fisico che psichico.