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Demolizioni e distruttività

Chiunque osservando da fuori la struttura dove è situato il nostro centro noterà un cambiamento, dal lato sinistro compare un grande vuoto, infatti l’edificio vicino è stato demolito durante il torrido mese d’agosto.

Qualcuno  si era pure domandato se fosse stato il nostro studio ad essere distrutto…  quest’evento ci ha portati a riflettere sul significato simbolico e il vissuto legato alla distruzione.

La distruttività viene espressa in terapia e rappresenta uno dei migliori combustibili per costruire una relazione autentica ed esercitare un  cambiamento interiore: alcuni individui fanno fatica a esprimerla entro certi limiti e in termini contenuti, non sono in grado di  modularla e questo spesso incide sulla loro vita quotidiana e nelle loro relazioni.

C’è chi, all’opposto,ne difetta e non riesce  ad esprimere rabbia e aggressività perché li vive come pericolosi e  teme possano compromettere i rapporti.Questi sentimenti allora diventano qualcosa di “negativo” in sé, e quindi vengono vissuti con angoscia ed in modo “catastrofico”.

I bambini, invece,  che usano con maggiore spontaneità i loro impulsi distruttivi, giocano ad eliminare l’adulto sia attraverso il gioco, i disegni e i sogni  permettendosi di ricreare di volta in volta un mondo nuovo e più vicino al loro vissuto, rinnovando così la gioia della scoperta e della creatività: bisogna distruggere per costruire qualcosa di nuovo”.

D’altronde tutta la psicoanalisi si fonda principalmente sulla valorizzazione e sul recupero di resti, rovine,macerie, di ciò che viene scartato e rimosso dalla superficie della nostra coscienza.

Infine la percezione di un luogo distrutto può evocare dei ricordi legati a qualcosa che non c’è più sollecitando l’elaborazione del lutto per un mondo scomparso, spesso legato all’infanzia che però rimane conservato negli anfratti della nostra mente : accade frequentemente che anziani sofferenti di Alzheimer  si perdano per  strada e quando vengono ritrovati, a chi gli domanda dove stessero  andando, spesso rispondono descrivendo vie che non esistono più, luoghi d’infanzia , una mappa che viene custodita preziosamente dentro di loro.

Per ora ci fermiamo qui perché rimandi e collegamenti relativi alla distruttività andrebbero  ben  oltre i limiti di spazio e le finalità  di questo articolo per cui ci ripromettiamo in seguito di  riprendere questo argomento.

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