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La sofferenza mentale sul lavoro è ancora un tabù

Continuando a sfogliare quotidiani esteri  notiamo un articolo significativo su le Monde del 27 agosto: anche oltralpe c’è un’emergenza che riguarda la sofferenza sui luoghi di lavoro , mentre in Italia si è drammaticamente manifestata attraverso l’incremento degli infortuni sul lavoro, in Francia si sono registrati  una serie impressionante di suicidi in particolare nei luoghi più esposti alla pressione dell’organizzazione del lavoro come nel settore delle telecomunicazioni, i casi più eclatanti in France Télécom.
Il medico del lavoro intervistato a proposito afferma che < Sia l’impresa non ha preso in considerazione i segni precursori, sia ha fatto prova di una indifferenza intollerabile. Questo problema della sofferenza sul lavoro non è sufficientemente studiato. Né sul piano sociale né sul piano scientifico o statistico.(..)La sofferenza può nascere da un eccesso di lavoro oppure, al contrario, da un carico di lavoro insufficiente. Da una formazione troppo leggera che pone il lavoratore in una situazione indifendibile , ma egualmente da una mansione che si ritiene troppo inferiore alla propria qualifica.
La nozione di riconoscimento dell’individuo è centrale dentro un quadro di sofferenza: la mancanza di autonomia, il sentimento di non poter utilizzare le proprie competenze,la sensazione di non ricevere la stima che si pensa di meritare.. >>
L’intervistato conclude dicendo che è necessario farsi carico su un piano sociale del problema della sofferenza mentale sul lavoro, come  lo si fa per il cancro in materia di sanità pubblica, ma purtroppo questo discorso è ancora un tabù.La prevenzione diventa ancora ancora più necessaria in relazione all’assenza o alla perdita del lavoro che genera situazioni di malessere e di depressione che a volte sfociano in violenze e crisi familiari. Spesso le persone provano vergogna e senso di colpa di fronte alla disoccupazione e fanno molta fatica a reagire e a chiedere aiuto pubblicamente.
Oggi, come è evidente a tutti, la precarietà crescente del lavoro e l’aumento della pressione psicologica sugli individui a causa di una maggiore insicurezza vissuta dalle persone comporta spesso che  ci si trovi di fronte all’alternativa tra il mantenimento del posto di lavoro e preservare la propria salute mentale.
Infatti,  sempre più spesso ci troviamo di fronte a persone che vengono nella stanza di terapia a chiedere di essere aiutati a risolvere questo dilemma per prendere delle decisioni importanti riguardo la loro vita familiare e per dare un nuovo senso alla loro esistenza . ( per saperne di più sulla storia della psicologia del lavoro in italia:link-it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Novara)

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