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Oh non andartene, noi ti vogliamo mangiare , cosi tanto ti amiamo!

Maurice Sendak è scomparso a 83 anni, era nato da due genitori ebrei di origine polacca, da bambino vive un quartiere ad alto tasso di immigrazione e di diversità etnica , fantastica in solitudine e riceve ispirazione in maniera disparata e caotica dalla lettura dei fumetti , dai libri di Henry James , dall’ascolto della musica classica (Mozart) e popolare. I suoi libri illustrati mettono in scena un immaginario simile al “ teatro dei burattini come l’ha definito Maud Mannoni, cioè uno spazio transizionale , giocoso , dove poter maneggiare le fantasie più disturbanti con la necessaria distanza che un testo figurato garantisce proteggendo in questo modo il bambino coinvolto nella lettura che si identifica con i personaggi . La combinazione tra figure e parole è resa in maniera classica dal suo libro più famoso “nel paese dei mostri selvaggi “ dove un bambino affronta il suo inconscio popolato da creature fantastiche che mettono in scena i sentimenti non ancora addomesticati dall’età adulta: l’aggressività orale, la rabbia , l’odio, l’amore spietato , l’onnipotenza , l’angoscia di scomparire , di essere divorati , di perdere  la madre.

Sendak ebbe a dire a proposito “ E’ il mio lasciarmi coinvolgere dall’inevitabile condizione dell’infanzia, la terribile vulnerabilità dei bambini e la loro lotta per diventare Signori di Tutte le Cose Selvagge a conferire alla mia opera quella verità e quella passione che le si possono attribuire”

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